"Accendere una luce significa, innanzitutto, avere il coraggio di guardare dove gli altri voltano lo sguardo"
Il viaggio della Rassegna "Una Nuova Storia - Cinema per la Legalità e la Nonviolenza" si è concluso, portandoci questa volta lontano, verso le montagne dell'Afghanistan e attraverso le rotte del Mediterraneo. Presso la Biblioteca del Municipio 2 di Bari, la proiezione del cortometraggio "Amina" ha lasciato un segno profondo nel cuore dei presenti, offrendo uno sguardo lucido e necessario sulla condizione femminile in contesti di oppressione.
IL VOLTO NASCOSTO DELLA CULTURA AFGHANA
L'opera di Serena Tondo non è stata solo una visione cinematografica, ma una vera e propria finestra aperta su aspetti poco noti della cultura afghana. Attraverso le immagini, il pubblico ha potuto esplorare le sfide silenziose e la resilienza delle donne che, nonostante tutto, cercano spazi di libertà in una realtà che tenta di negarli.
Il valore dell'incontro è stato amplificato dalla presenza della regista. Serena Tondo ha dialogato con il pubblico attento, composto da adulti e giovanissimi, spiegando la genesi del progetto e l'importanza di dare voce a chi non l'ha.
DALLE STORIE DEL CINEMA ALLE VITE VISSUTE: IL VIAGGIO DI DAN OBUSEH
Il momento più toccante del pomeriggio è stato l'incontro tra la finzione cinematografica e la realtà cruda della testimonianza diretta. Al racconto di "Amina" si è intrecciata la voce di Dan Obuseh, che ha condiviso con estrema generosità le tappe del suo viaggio per raggiungere l'Italia. La sua storia non ha parlato solo di chilometri percorsi, ma di:
- Coraggio: Quello necessario per lasciare tutto in cerca di un futuro.
- Integrazione: Il percorso, spesso faticoso ma possibile, per diventare parte di una nuova comunità.
- Umanità: Il riconoscimento di un destino comune che lega chi parte e chi accoglie.
UNA COMUNITA' CHE ACCOGLIE E COMPRENDE
Ancora una volta, il Centro Caponnetto del Municipio 2 di Bari e la Cooperativa Sociale Il Nuovo Fantarca hanno dimostrato che il cinema è lo strumento perfetto per abbattere i pregiudizi. Trasformare una biblioteca in un luogo di confronto tra generazioni diverse e culture lontane è il modo più concreto per costruire quella "legalità della solidarietà" di cui il nostro territorio ha bisogno.
