Donne contro la mafia: storie di coraggio al femminile

Spesso si pensa alla mafia come a una storia di soli uomini. Ma la vera crepa del muro dell'omertà l'hanno aperta le donne. Madri, sorelle e figlie che hanno deciso di dire "no", anche a costo di perdere tutto. Dall'archivio del Centro "Antonino Caponnetto" del Municipio 2 di Bari, tre libri che raccontano questa forza straordinaria, disponibili per prestito e/o consultazione.


La mafia in casa mia di Felicia Bartolotta Impastato (La Luna, 1987)

 

In questo libro-intervista, Felicia Bartolotta racconta la sua vita e la sua incredibile battaglia. Moglie di un uomo d'onore e madre di Peppino Impastato, Felicia si trova a vivere la mafia tra le mura domestiche, testimone dei conflitti tra il marito e il figlio che, dai microfoni di Radio Aut, sfidava apertamente il boss Tano Badalamenti. Dopo il brutale omicidio di Peppino del 1978, Felicia compie un gesto di rottura senza precedenti per l'epoca: rifiuta la vendetta privata e si affida allo Stato, costituendosi parte civile. Il libro ripercorre i vent'anni di lotta giudiziaria che ha dovuto affrontare per vedere riconosciuta la verità sulla morte del figlio, inizialmente fatta passare per un attentato terroristico o un suicidio. È il ritratto di una donna che ha trasformato il proprio dolore in memoria attiva, aprendo la sua casa a migliaia di giovani per trasmettere un messaggio di ribellione culturale e speranza.


Volevo essere vento. Storia di Rita Atria con Paolo Borsellino di Andrea Gentile (Mondadori, 2014)

 

Il libro racconta la storia vera di Rita Atria, una ragazzina nata e cresciuta in una famiglia mafiosa di Partanna, in Sicilia. Dopo l'assassinio del padre e del fratello, entrambi legatati a Cosa Nostra, Rita decide di compiere un gesto rivoluzionario e pericolosissimo: rompere il muro dell'omertà e raccontare tutto ai magistrati. Diventa così la più giovane testimone di giustizia in Italia, trovando nel giudice Paolo Borsellino non solo un punto di riferimento istituzionale, ma una vera e propria figura paterna. Attraverso le pagine del suo diario e il racconto di Andrea Gentile, emerge il ritratto di una giovane donna che "voleva essere vento" per essere libera dal peso di un destino già scritto.


Non la picchiare così. Sola contro la mafia di Francesco Minervini (La Meridiana, 2016)

 

Il libro racconta la storia vera e cruda di una donna che ha avuto il coraggio di dire di no alla Sacra Corona Unita. Protagonista è una "donna di mafia" per nascita e per destino, che vive in un contesto dove la violenza è la norma e l'obbedienza al clan è l'unica legge possibile. Il titolo stesso richiama una frase agghiacciante sentita durante la sua vita: un limite posto alla violenza fisica, ma che non mette mai in discussione il possesso e la prevaricazione. Francesco Minervini dà voce alla sua ribellione: la scelta di collaborare con la giustizia per proteggere se stessa e, soprattutto, per dare un futuro diverso ai propri figli.